autoradio

Vi siete mai chiesti come fareste senza autoradio?

Avete mai percorso lunghi tragitti in auto senza musica o senza nessun mezzo di intrattenimento per i vostri bambini: vi garantisco che non è piacevole e ci sono moltissime soluzioni per ovviare a questo problema.

La maniera più diretta e comune per rendere più piacevoli e divertenti le vostre scampagnate o per alleviare il nervosismo che si accumula quando siamo bloccati nel traffico è senza dubbio l’autoradio.

Autoradio, in realtà, è un termine un po’ desueto e riduttivo: le automobili moderne sono dotate di veri e propri sistemi stereo dotati di tutti gli accessori e comfort possibili immaginabili. Ma il percorso per arrivare a questo risultato è durato moltissimi anni.

Dalle origini ai giorni nostri: scopriamo insieme la storia

La prima autoradio fu inventata dai fratelli Galvin nel lontano 1928, il primo lettore di cassetta fu aggiunto nel 1963 e fu possibile estrarre il frontalino solo a partire dal 1980. Per il lettore di CD dobbiamo invece aspettare la metà degli anni Ottanta.

Anche gli accessori si sono sviluppati di pari passo all’avanzata tecnologica delle autoradio e si arriva così ai giorni nostri quando ogni automobile, dalla più economica alla più costosa è dotata praticamente di un stereo auto con moltissime funzioni.

Le autoradio più diffuse oggi sono quelle in 2 din: questa misura si riferisce allo spazio occupato dall’autoradio nel cruscotto della vettura. Gli apparecchi 2 din sono molto sofisticati e più avanzati rispetto al più antiquato modello 1 din, non permettono di staccare il frontalino (ma sono molto difficili da rubare senza dare nell’occhio) e offrono un ampio ventaglio di funzioni e accessori.

La tecnologia al nostro servizio

La novità principale dei nuovi modelli 2 din rispetto a tutti i loro predecessori è l’abilità di dialogare con moltissimi dispositivi elettronici. Prima di tutto, lo smartphone. Tramite il cavo AUX è possibile collegare il proprio telefono con l’autoradio e riprodurre la musica delle playlist scaricate o ascoltarla direttamente da internet.

Lo smartphone si può collegare all’autoradio direttamente con il bluetooth: potremo allora ricevere ed effettuare chiamate senza dover muovere un dito e perfino dettare sms e messaggi vocali che verranno inviati automaticamente al destinatario desiderato.

Oltre che con lo smartphone, stereo auto è in grado di dialogare con molti altri dispositivi elettronici come lettori mp3 e tablet. I modelli più avanzati, infine, sono anche dotati di un monitor in cui si possono proiettare film e video collegandolo con smartphone o ipad: soluzione ideale se avete bambini piccoli e cercate un modo per intrattenerli durante i lunghi viaggi.

La presenza del monitor può essere sfruttata anche durante le manovre di parcheggio: si possono, infatti, installare delle telecamere che proiettino sullo schermo una visuale del retro della macchina in modo che abbiate una visione frontale e siate agevolati nelle vostre manovre.

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Festival più pazzi del mondo: gare di motozappe!

La motozappa è un attrezzo agricolo utile per arare la terra e smuovere la dura crosta superficiale del terreno in previsione della semina. Per capirci, questo strumento a motore può essere considerato come una versione moderna della classica zappa ma un po’ più arretrata rispetto al motocoltivatore.

La normale zappa, o vanga, richiede moltissimo tempo e fatica per portare a termine il lavoro mentre il motocoltivatore, dotato di ruote, è perfetto per arare campi di grandi dimensioni. Ma, a meno che non siate degli agricoltori o particolarmente appassionati di giardinaggio e colture varie, probabilmente trovereste un articolo incentrato sulla struttura tecnica e i mille usi della motozappa piuttosto noioso e insignificante, non è così?

Per vostra fortuna esiste un altro modo di parlare di motozappe, uno che non abbia a vedere con impugnature ergonomiche, velocità di aratura o norme di sicurezza: sto parlando delle gare di motozappe.

La origini di un’idea folle

Dove potrebbe essere inventata una gara di motozappe se non negli Stati Uniti? Nel 1990, nella sperduta cittadina di Emerson in Arkansas Glean Eades stava cercando una maniera per dare una scossa alla noiosa quotidianità del paese. Secondo alcune fonti, Glean avrebbe affermato che Emerson era talmente spenta e priva di vita che non si vedeva mai l’ombra di un poliziotto in circolazione, tanto i rischi che accadesse qualche crimine o qualcosa di insolito erano minimi.

Parlando con il sindaco Joe Mullins, Glean avanzò la proposta di organizzare un festival dedicato ad un prodotto fondamentale alla cui coltivazione si dedicava praticamente tutta Emerson: il purple hull pea (il fagiolo dal baccello viola). Il sindaco accolse la proposta ma non si aspettava certo che la fantasia di Glean arrivasse fino a questo punto: durante una delle iniziali riunioni organizzative Glean propose di introdurre la cosiddetta “Rotary Tiller Race” ovvero una gara di motozappe.

Il sindaco e i presenti rimasero scioccati, ma Glean non si fece abbattere e porto’ avanti le sue idee, ed è cosi che oggi Emerson, Arkansas, ospita una delle gare più insolite e bizzarre del mondo.

Il Purple Hull Pea Festival

Prima di immaginarvi un festival in grande stile, forse dovreste sapere che durante l’ultimo censimento del 2010 gli abitanti di Emerson ammontavano a 368 (no, non 368mila, proprio 368 persone suddivise in 138 abitazioni e 97 famiglie).

Ora potete capire perché Glean cercasse di ravvivare un po’ la situazione. Ciò, pero, non significa che non ci mettano passione ed energia per organizzare l’evento. Nonostante il comitato organizzatore sia composto esclusivamente da volontari e il budget destinato a pubblicizzare l’evento raggiunga a malapena i 1000$, il festival e la competizione di motozappe hanno una risonanza internazionale.

Infatti, nel 2002 il Purple Hull Pea Festival e la World Championship Rotary Tiller Race hanno vinto il premio “Festival of the Year” al meeting annuale dell’Arkansas Festival Association.

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Alla scoperta dell’Italia e dell’Europa con i migliori percorsi di trekking

Se durante il vostro tempo libero amate passeggiare e cimentarvi con lunghe camminate e percorsi di trekking, in questo articolo troverete alcuni consigli sui migliori itinerari dell’Italia e dell’Europa.

Fare trekking non è solamente un modo per passare il tempo, è una vera e propria attività fisica che potrebbe aiutarvi a mantenervi in forma o a perdere qualche chilo di troppo se necessario, ed è anche una pratica salutare per entrare in contatto con la natura e con se’ stessi e per apprezzare paesaggi che non saremmo in grado di assaporare durante gli spostamenti in macchina.

Se non avete mai provato, potreste iniziare con itinerari brevi e poco impegnativi, basterà il fascino dell’ambiente naturale e la compagnia di chi vi è accanto per farvi innamorare di questa pratica e convincervi a migliorare ed esplorare.

I migliori percorsi dell’Italia: tra mare e montagna

L’Italia offre una varietà di paesaggi e di opportunità invidiabile: dal Nord al Sud potrete scegliere tra una varietà infinita di percorsi con cui cimentarvi e potrete imparare ad apprezzare a pieno la bellezza e le varie sfaccettature del Bel Paese.

Per quanto riguarda il Nord Italia, ci sono moltissimi itinerari ai piedi delle Alpi, nelle valli e intorno ai laghi. Tra i percorsi migliori ci sono indubbiamente quelli alle pendici delle Dolomiti, considerate patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, o per, i più esperti, sono immancabili gli appuntamenti con il Monte Bianco e il Gran Paradiso.

Il centro Italia offre rilassanti camminate tra le colline lungo percorsi turistici ed enogastronomici, soprattutto in Umbria e Toscana dove potrete ammirare pittoreschi borghetti arroccati sui colli.

In Abruzzo potrete fare trekking ad alta quota negli Appennini o visitare il parco nazionale d’Abruzzo e del Gran Sasso. Infine, al sud potrete camminare ammirando il mare e le scogliere pugliesi, o le coste rocciose della Costiera Amalfitana, senza dimenticare il Parco della Sila e dell’Aspromonte.

Gli imperdibili paesaggi Europei

Anche l’Europa offre una vastissima gamma di percorsi per il trekking: a partire dai cammini religiosi in Francia e Spagna come il famosissimo cammino di Santiago di Compostela, fino ai percorsi sui magici ed affascinanti fiordi dei paesi nordici, passando per le verdi campagne inglesi.

Sicuramente gli itinerari più estremi sono quelli che si possono percorrere in Norvegia, Svezia e Finlandia dove potrete cimentarvi con le ciaspole e provare l’esperienza unica di salire su una slitta trainata da cani. Ma se preferite climi più miti e percorsi meno impegnativi, allora potete spendere qualche giorno in Costa Azzurra dove esistono moltissimi percorsi lungo la costa che sono percorribili anche in bicicletta.

Infine, se un po’ di pioggia non vi spaventa, dovreste assolutamente avventurarvi nella campagna scozzese per ammirare dei paesaggi unici al mondo.

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Che ne dite di imparare a cucinare? Ecco un metodo divertente e gustoso

C’è chi nel proprio tempo libero gioca a golf, chi ama leggere, chi non perde nemmeno un fil d’autore, chi pratica sport estremi, chi ama viaggiare e chi fare passeggiate, chi si diletta con il fai-da-te, chi fa giardinaggio, chi ama scervellarsi con i puzzle, le parole crociate o i sudoku, chi cuce, chi lavora il legno e chi non fa assolutamente nulla.

Insomma, ci sono migliaia di modi in cui passare il vostro tempo libero, ma se non avete un hobby che vi tiene occupati o qualche passione a cui proprio non potete rinunciare, che ne dite di provare un corso di cucina?

Da soli o in compagnia, un corso di cucina può essere un modo alternativo e divertente per impegnare qualche ora buca e, allo stesso tempo, imparare qualcosa di utile e cimentarsi con qualcosa di nuovo che potrebbe migliorare le vostre abilità culinarie e farvi guadagnare qualche punto con i vostri amici e la vostra dolce metà.

Quanti tipi di corsi di cucina esistono?

I rami della cucina sono moltissimi, e altrettanti sono i tipi di corsi di cucina con cui potete cimentarvi. Dai classici corsi per imparare a fare la pasta o ad organizzare un menu completo, ai corsi di cucina etnica, a quelli di cucina molecolare, per passare poi a quelli dedicati solamente ai dessert, quelli specifici sulla cioccolata, ai corsi di cucina molecolare, a quelli dedicati ai menu natalizi e molti altri ancora.

Generalmente, il consiglio è di iniziare con i corsi più semplici, soprattutto se in cucina non siete dei veri esperti. E’ necessario avere delle basi solide per potersi cimentare con le tecniche e i procedimenti necessari per la cucina molecolare o per preparare alcuni particolari tipi di dessert, perciò fate un passo alla volta.

Ecco cosa evitare assolutamente

Sono assolutamente sconsigliati i corsi che pretendono di insegnarvi a preparare un menu completo o che promettono che sarete in grado di preparare un sushi da paura con poche ore di lezione. La cucina richiede tempo, pazienza e pratica, perciò diffidate da chi vi assicura risultati da chef stellato dopo quattro o cinque ore di corso.

Allo stesso modo, non crediate che necessariamente un corso più costoso in presenza di uno chef rinomato sia sinonimo di un corso valido ed efficace. Anzi, probabilmente molte persone parteciperanno attratte dalla personalità e dalla fama dello chef e, in questo modo, l’alto numero di partecipanti renderà difficile un confronto con l’insegnante e sarà quasi impossibile che riusciate a fare domande e a ricevere risposte personalizzate.

Insomma, per iniziare l’ideale è orientarsi verso corsi di livello medio-basso con costi contenuti, una volta preso il via e deciso se effettivamente è così che volete impiegare il vostro tempo libero potrete continuare e proseguire con corsi più avanzati.