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Come curare il proprio giardino in maniera perfetta con il decespugliatore

Prendersi cura del proprio giardino non è mai un compito semplice: richiede tempo ed impegno e sia che siate degli appassionati o meno è sempre bene dotarsi degli strumenti più adatti per ogni compito. In questo breve articolo cercheremo di capire che caratteristiche dovrebbe avere un buon decespugliatore ed in quali occasioni utilizzarlo.

Questo strumento può essere usato per potare le piante, per rimuovere ciuffi di erba folta ed incolta, e per rimuovere arbusti, cespugli e rovi. Insomma è utile per tutti quei compiti fastidiosi che richiederebbero moltissimo tempo per essere portati a termine in assenza dell’equipaggiamento adeguato.

Siete sicuri di sapere come funziona?

Una prima caratteristica importante da tenere in considerazione quando ci troviamo a scegliere un decespugliatore è il tipo di alimentazione. In commercio esistono principalmente due tipologie diverse tra cui decidere: decespugliatore elettrico e a motore. Il primo è senza dubbio più maneggevole e leggero non essendo appesantito dal carico del serbatoio.

Tuttavia, potrebbe risultare un po’ scomodo e limitato a causa della presenza del filo che deve sempre rimanere collegato alla presa elettrica. Una soluzione per ovviare a questo piccolo inconveniente potrebbe essere l’acquisto di una prolunga; tuttavia, il decespugliatore elettrico è preferibile per giardini e aree verdi di dimensioni ridotte ed in prossimità di abitazioni o generatori di corrente.

Il decespugliatore a motore, invece, è leggermente più ingombrante e scomodo da maneggiare per via del serbatoio carico di carburante, ma è indubbiamente più potente, può essere utilizzato in qualsiasi circostanza e condizione e non è limitato dalla presenza del cavo. L’unica accortezza, in questo caso, è di effettuare una manutenzione costante e di miscelare sempre il carburante e di sostituirlo con una miscela nuova prima di ogni uso per evitare di ingolfare o danneggiare il motore.

Che altro?

Un’altra caratteristica importante da valutare al momento dell’acquisto è la possibilità di sostituire la testina per rendere il decespugliatore più versatile e adatto ad ogni diverso uso. Anche i manici possono essere cambiati in base all’utilizzo: i modelli base sono dotati di maniglie che permettono di avere una presa orizzontale, mentre i decespugliatori elettrici professionali sono dotati di manici ergonomici che permettono di avere un’impugnatura confortevole anche per utilizzi prolungati.

Delle funzionalità opzionali ma estremamente comode che fanno la differenza tra uno strumento mediocre ed uno di qualità sono la possibilità di scalare marcia e l’ammortizzazione delle vibrazioni. La prima opzione permette di gestire la potenza del motore in modo da portare a termine sia lavori di quantità che di qualità.

La seconda funzione, invece, può essere una vera e propria manna dal cielo, soprattutto per chi non è abituato ad usare il decespugliatore per lunghi periodi. In generale, qualsiasi optional che renda il decespugliatore più pratico e maneggevole è ben accetto.

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Non diamo per scontata la macchina fotografica

Oggigiorno la macchina fotografica non è un acquisto molto comune: più o meno tutti oggi possiedono uno smartphone in grado di scattare foto e girare video in alta definizione. In aggiunta, il telefonino è sempre con noi e grazie alla fotocamera incorporata non rischiamo di perdere nessun momento importante o dettaglio che ci colpisce all’improvviso. Per non parlare della mania dei selfie che è dilagata fuori misura negli ultimi tempi.

Per di più, già gli smartphone sono piuttosto costosi, chi ce lo fa fare di spendere altre centinaia di euro per uno strumento che useremmo solamente in rare occasioni? Certo, la storia cambia se siete degli appassionati e se apprezziate l’arte della fotografia e desideriate ottenere dei risultati di qualità superiore agli scatti ottenuti con il cellulare.

In questo caso, ci sono moltissimi modelli e tipologie di macchine fotografiche che si possono trovare in commercio e variano in base al prezzo, gli accessori e la qualità. Ma non dimenticate che la macchina fotografica di oggi vanta una storia centenaria e ha subito moltissime modifiche e miglioramenti.

Le origini: ma come gli sarà venuto in mente?

La prima macchina fotografica esistita si chiamava Dagherrotipo e fu ideata dal francese Daguerre nel 1839. Una versione modificata e migliorata fu presentata all’Esposizione Universale di Londra del 1858 e catturò immediatamente l’attenzione della regina Vittoria: si trattava dello stetoscopio di Brewster. Negli anni successivi si iniziò ad intuire il potenziale di una macchina fotografica a basso costo e molti modelli vennero pensati e costruiti per incontrare il favore delle masse.

Dopo la prima Guerra Mondiale fu commercializzata la Leica 35 mm e nel 1984 compare la prima Polaroid. Dal 1960 in poi lo sviluppo della fotocamera è stato frenetico e mirato soprattutto alla riduzione delle dimensioni dei modelli e alla produzione su larga scala per accelerare la commercializzazione. Dagli anni 2000, poi, abbiamo assistito ad una sempre maggiore riduzione dei modelli su pellicola in favore dello sviluppo dei modelli digitali ed elettronici.

Ancora più sbalorditiva: la fotocamera digitale

Oltre alla fotocamera incorporata negli smartphone, il modello di macchina fotografica istantanea più diffuso oggi è senza dubbio la fotocamera digitale che ci permette di scattare moltissime foto in libertà senza dover cambiare il rullino ogni poco e senza dover portare le foto a sviluppare una volta finito.

La fotocamera digitale è dotata di una memoria estraibile che può essere sostituita e può essere collegata a computer e smartphone per scaricare le foto e liberare spazio per le fotografie successive.

Le fotocamere digitali in commercio si differenziano per moltissimi dettagli tecnici che ne esaltano la qualità e l’efficacia: se state pensando di acquistarne una, il consiglio è di valutare attentamente le vostre esigenze e di scegliere il modello in base a quelle. Comprare una fotocamera super-professionale e costosa se non avete il tempo o le capacità di sfruttarla a pieno non vale certamente la pena.

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Spazzolino elettrico o classico? Ecco come migliorare la salute dei vostri denti

Che l’igiene orale sia importante è ormai assodato. Fin da piccoli genitori, educatori e dentisti ci hanno sempre ribadito l’importanza di lavarci i denti dopo ogni pasto e di prestare particolare attenzione alla salute della nostra dentatura.

Una cura costante e attenta potrebbe evitarci moltissimi fastidi e visite dal dentista dolorose e costose. Certe patologie non si possono prevenire purtroppo, ma possiamo fare in modo che il numero di problemi sia limitato ad imprevisti e incidenti piuttosto che a una noncuranza o superficialità.

Per questi motivi ora possiamo trovare in commercio moltissimi prodotti per la salute orale: dentifrici, spazzolini di tutti i tipi, filo interdentale, collutori, prodotti per le gengive e chi più ne ha più ne metta. E non possiamo certo dimenticare lo spazzolino elettrico: una vera e propria rivoluzione dell’igiene orale.

Tutti i vantaggi dello spazzolino elettrico

Lo spazzolino elettrico permette di ottenere un livello maggiore di pulizia grazie alla sua azione rotante combinata al movimento oscillatorio. Riesce a rimuovere una quantità superiore di tartaro e ad eliminare un’altissima percentuale di batteri grazie alle testine intercambiabili che permettono di raggiungere e pulire a fondo tutti gli angoli della bocca.

Alcuni modelli sono dotati anche di idropulsori, ovvero potenti getti d’acqua in grado di rimuovere in pochi attimi la maggior parte dei residui accumulati. Questa funzione è particolarmente utile per chi soffre di problemi di gengive sensibili (che in questo modo sono meno sollecitate dall’azione rotante dello spazzolino) e per chi porta l’apparecchio (e che ben conosce i fastidi e l’imbarazzo provocato da residui di cibo incastrati tra i gancetti nonché la difficolta di pulire bene i denti).

I modelli di spazzolino elettrico in commercio si differenziano per numero di testine disponibili, per potenza del motore, per funzioni extra e per la presenza di sensori in grado di ridurre la potenza del getto o la velocità di rotazione.

Gli svantaggi, forse era meglio il classico?

In realtà, gli svantaggi dei spazzolini da denti elettrici  non sono molti a patto di imparare ad utilizzarlo nella maniera corretta. Qualora ne facessimo un uso sbagliato, potremmo rischiare di rovinare lo smalto dei denti e, soprattutto, di danneggiare seriamente le gengive (in particolare se già soffriamo di gengive deboli o sensibili).

Le principali patologie che potrebbero derivare da un uso scorretto di questo strumento sono carie ed infiammazioni gengivali. Per questo motivo, bisognerebbe sempre leggere con attenzione le istruzioni e rivolgersi al proprio dentista in caso di dubbi o all’insorgere dei primi fastidi.

Particolare attenzione va prestata ai bambini che fanno uso dello spazzolino elettrico: spesso i bimbi trovano più divertenti cimentarsi con questo strumento piuttosto che utilizzare lo spazzolino classico, ma assicuratevi che ne abbiano capito il funzionamento e che non impostino per sbaglio potenza e velocità troppo elevate e che non puntino il getto degli idropulsori direttamente contro le gengive.

autoradio

Vi siete mai chiesti come fareste senza autoradio?

Avete mai percorso lunghi tragitti in auto senza musica o senza nessun mezzo di intrattenimento per i vostri bambini: vi garantisco che non è piacevole e ci sono moltissime soluzioni per ovviare a questo problema.

La maniera più diretta e comune per rendere più piacevoli e divertenti le vostre scampagnate o per alleviare il nervosismo che si accumula quando siamo bloccati nel traffico è senza dubbio l’autoradio.

Autoradio, in realtà, è un termine un po’ desueto e riduttivo: le automobili moderne sono dotate di veri e propri sistemi stereo dotati di tutti gli accessori e comfort possibili immaginabili. Ma il percorso per arrivare a questo risultato è durato moltissimi anni.

Dalle origini ai giorni nostri: scopriamo insieme la storia

La prima autoradio fu inventata dai fratelli Galvin nel lontano 1928, il primo lettore di cassetta fu aggiunto nel 1963 e fu possibile estrarre il frontalino solo a partire dal 1980. Per il lettore di CD dobbiamo invece aspettare la metà degli anni Ottanta.

Anche gli accessori si sono sviluppati di pari passo all’avanzata tecnologica delle autoradio e si arriva così ai giorni nostri quando ogni automobile, dalla più economica alla più costosa è dotata praticamente di un stereo auto con moltissime funzioni.

Le autoradio più diffuse oggi sono quelle in 2 din: questa misura si riferisce allo spazio occupato dall’autoradio nel cruscotto della vettura. Gli apparecchi 2 din sono molto sofisticati e più avanzati rispetto al più antiquato modello 1 din, non permettono di staccare il frontalino (ma sono molto difficili da rubare senza dare nell’occhio) e offrono un ampio ventaglio di funzioni e accessori.

La tecnologia al nostro servizio

La novità principale dei nuovi modelli 2 din rispetto a tutti i loro predecessori è l’abilità di dialogare con moltissimi dispositivi elettronici. Prima di tutto, lo smartphone. Tramite il cavo AUX è possibile collegare il proprio telefono con l’autoradio e riprodurre la musica delle playlist scaricate o ascoltarla direttamente da internet.

Lo smartphone si può collegare all’autoradio direttamente con il bluetooth: potremo allora ricevere ed effettuare chiamate senza dover muovere un dito e perfino dettare sms e messaggi vocali che verranno inviati automaticamente al destinatario desiderato.

Oltre che con lo smartphone, stereo auto è in grado di dialogare con molti altri dispositivi elettronici come lettori mp3 e tablet. I modelli più avanzati, infine, sono anche dotati di un monitor in cui si possono proiettare film e video collegandolo con smartphone o ipad: soluzione ideale se avete bambini piccoli e cercate un modo per intrattenerli durante i lunghi viaggi.

La presenza del monitor può essere sfruttata anche durante le manovre di parcheggio: si possono, infatti, installare delle telecamere che proiettino sullo schermo una visuale del retro della macchina in modo che abbiate una visione frontale e siate agevolati nelle vostre manovre.

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In viaggio con le migliori valigie trolley

Se siete abituati a viaggiare spesso per piacere o per lavoro conoscerete bene i problemi causati dalla grandezza del bagaglio a mano e dall’incertezza di veder ricomparire la valigia caricata in stiva sul nastro trasportatore all’atterraggio.

Quando viaggiamo è sempre più sicuro tenere i bagagli a portata di mano e sotto monitoraggio costante: è questione di un attimo e la valigia può sparire, rubata, persa, confusa con quella di un altro, imbarcata sull’aereo sbagliato, fermata per un controllo extra, insomma, negli aeroporti può davvero succedere di tutto.

Per questo motivo, a meno che non ne abbiate assolutamente bisogno, è consigliato evitare di imbarcare il bagaglio in stiva e di viaggiare leggeri con un bagaglio a mano compatto e organizzato.

Bagaglio a mano: come evitare complicazioni all’aeroporto

Quando parliamo di regole aeroportuali c’è da mettersi le mani nei capelli per il numero di clausole e norme da rispettare: il bagaglio non deve superare i 5 o 10 chili (a seconda della compagnia, la valigia deve entrare nel misuratore che verifichi che non ecceda la grandezza massima, non si possono portare a bordo forbicine, oggetti appuntiti o bevande, e molte altre ancora.

Insomma le norme di sicurezza sono tante: alcune comprensibili, altre discutibili ma tutte vanno rispettate. Per questo motivo, se state pensando di scegliere una valigia trolley da poter utilizzare come bagaglio a mano, assicuratevi che rispetti tutte le limitazioni aeroportuali per quanto riguarda peso e dimensioni. Spesso nei negozi di valigie sono presenti gli stessi misuratori che potete trovare negli aeroporti per verificare la compatibilità dei bagagli prima di procedere all’acquisto.

Per quanto riguarda il peso, è sempre consigliato optare per un trolley piuttosto leggero che vi permetta di poter portare con voi una quantità maggiore di effetti personali senza eccedere il limite massimo di peso previsto dalle compagnie aeree.

Occhio al bagaglio!

La differenza principale tra trolley e trolley è sicuramente la struttura della valigia. Esistono trolley a struttura rigida e altri morbidi ed ognuna ha pro e contro. Le valigie leggere rigide sicuramente garantiscono una maggior protezione del contenuto permettendovi di portare a bordo anche oggetti delicati senza paura di rovinarli.

Per contro, però, sono meno maneggevoli e rischiano di non essere compatibili con la maggior parte delle cappelliere degli aerei di linea. I trolley a struttura morbida, invece, sono più pratici e possono essere modellati in modo da rientrare in quasi tutti i voli; tuttavia, il contenuto della valigia è meno protetto da urti e cadute.

Qualsiasi modello scegliate, è molto importante che lo personalizziate: potete scegliere un colore insolito, attaccarvi sopra adesivi o scritte colorate, incidervi qualcosa, insomma l’importante è che sia impossibile da confondere con altre valigie. E non dimenticate mai di aggiungere un’etichetta con il vostro nome e il vostro indirizzo cosicché vi possa essere rispedito a casa in caso di smarrimento.

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Seggiolone perfetto per l’ora della pappa

Dai 4-5 mesi ai 2-3 anni i bambini iniziano ad imparare, sperimentare e curiosare in giro. Per questo motivo hanno bisogno di uno strumento da cui affacciarsi sul mondo che gli permetta di relazionarsi con i genitori e i parenti ma, allo stesso tempo, di imparare delle lezioni importanti.

Questo strumento è proprio il seggiolone. Pensare al seggiolone semplicemente in relazione al momento della pappa è riduttivo, imparando a stare seduto correttamente il bambino inizierà una nuova fase della sua vita ed imparerà ad entrare in contatto con le persone, ad esprimere i propri gusti e a rispettare i comandi e le istruzioni degli adulti.

I bambini sono delle spugne che assorbono informazioni da tutto ciò che li circonda, è perciò importante creare per loro l’ambiente più sicuro e stimolante possibile.

Stabilità e praticità, per iniziare l’educazione dei vostri figli con il piede giusto

Ovviamente tutti vogliamo il meglio per i nostri figli, ma allo stesso tempo dobbiamo cercare di far rientrare tutte le spese entro un budget che può essere limitato, e i prezzi dei prodotti per bambini non aiutano certo.

Tuttavia, spesso in commercio è possibile trovare dei prodotti che sono un buon compromesso tra qualità e prezzo e che garantiscono la sicurezza del nostro bimbo senza farci spendere somme eccessive. Come abbiamo detto, sedere sul seggiolone è un momento di maturazione e apprendimento per il bambino che spesso si sporgerà dai bordi, cercherà di mettersi in piedi, proverà a scendere da solo, si agiterà e farà i capricci: insomma metterà a dura prova la vostra pazienza e la stabilità del seggiolone stesso.

Per questo motivo è importante scegliere un seggiolone pappa che sia stabile e costruito con materiali resistenti che non cedano o si danneggino sotto gli urti e gli strattoni del bambino. Allo stesso tempo, però, è consigliato cercare un seggiolone che possa essere ripiegato e riposto in un angolo dopo l’utilizzo: chiaramente, questo dettaglio dipende dalla grandezza della vostra cucina, ma un seggiolone ripiegabile è generalmente più leggero e pratico anche da portare con voi in caso di cene da parenti e amici.

La pulizia: risparmiatevi un po’ di fatica

Quando ci sono bimbi piccoli in giro mantenere un ambiente pulito è praticamente impossibile: non si fa in tempo a pulire che già hanno sporcato di nuovo tutto, e lo stesso vale per il seggiolone.

A maggior ragione il luogo in cui i bimbi inizieranno a sperimentare con pappe, bevande e cibi solidi spesso e volentieri sarà coperto di residui di cibo e di salse varie. Per questo motivo la prima caratteristica da ricercare in un seggiolone è la facilità di pulizia: un vassoio rimovibile in plastica e una fodera di materiali sintetici e facilmente removibili sono la migliore scelta che possiate fare per semplificarvi la vita e cercare di non perdere troppo tempo per ripulire tutto dopo ogni pasto.

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Tornate in forma direttamente dal vostro salotto!

Quando le giornate lavorative durano otto ore, quando bisogna prendersi cura di una famiglia, soddisfare i bisogni dei bambini, fare la spesa, cucinare, pulire la casa, gestire i mille imprevisti quotidiani e mantenere il controllo delle finanze, trovare del tempo per se stessi diventa quasi impossibile.

Certo, sappiamo tutti quanto importante sia allenarsi e tenersi in forme; non solo per una questione estetica, ma soprattutto per motivi di salute. Una persona allenata è molto meno a rischio di problemi cardiovascolari, di infarto e di tutta una serie di patologie derivanti da problemi di sovrappeso e di valori del sangue alterati.

Tuttavia, non è sempre facile trovare il tempo di allenarsi, di andare a correre o di iscriversi in palestra; soprattutto quando magari avete dei bambini piccoli in casa che non sapete a chi lasciare. In questo caso, molti ricorrono ad una forma di allenamento casalingo: oltre agli esercizi a corpo libero e con manubri di dimensioni ridotte che si possono tenere in casa, uno strumento ideale per questo tipo di work out fai da te è proprio la cyclette.

Fatela diventare una routine

La cyclette, o bici da camera, è la soluzione ideale ai problemi di chi desidera allenarsi ma, per tutta una serie di motivi non può allontanarsi da casa. Se il pensiero di restare fermi a pedalare sul posto non vi sembra allettante, pensate che potete posizionare la cyclette in salotto davanti alla tv, nella stanza dei bambini per passare un po’ di tempo con loro, o sotto il portico da dove potete respirare aria pulita e magari scambiare due parole con i vicini; e tutto questo senza preoccuparvi di freddo e pioggia.

In aggiunta, la cyclette è indicata per allenamenti aerobici ed anaerobici e potete saltare in sella in qualsiasi momento libero abbiate. Chiaramente, per vedere i risultati ci vuole costanza ed impegno, ma almeno avrete la soluzione ai vostri problemi li a portata di mano.

Vivacizzate l’allenamento

Quando parliamo di bici domestica, dobbiamo tenere a mente che ne esistono vari modelli. La tipologia classica è la bici da camera, molto simile ad una bicicletta normale, non ha bisogno di conoscenze e preparazioni particolari per essere utilizzata e spesso è disponibile nella versione pieghevole per poter essere riposta in un angolo dopo l’allenamento.

Esistono poi la bici da spinning, dalla forma più aerodinamica ed indicata per allenamenti più intensi associati alla musica, e la cyclette orizzontale, dotata di sellino ampio e schienale per chi dovesse avere problemi di schiena o per chi avesse bisogno di alleggerire il carico agli arti inferiori o dovesse iniziare un processo riabilitativo dopo un intervento.

Infine, abbiamo la cyclette ellittica che permette di allenare contemporaneamente arti inferiori e superiori e la mini bike che altro non è che una pedaliera da utilizzare comodamente seduti su una sedia o una poltrona.

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L’asciugacapelli Supersonic: un passo avanti a tutti

Nessuno ama avere capelli secchi, sfibrati, grassi o poco curati perché, bisogna ammetterlo, lo stato della nostra capigliatura è molto importante per le prime impressioni suscitate nelle altre persone e per mantenere un’aria di professionalità e pulizia.

Esistono molti trucchi che possiamo utilizzare per ottenere dei buoni risultati e prenderci cura della salute dei nostri capelli, uno di questi è l’impiego di un asciugacapelli di qualità che sia adatto alle nostre esigenze. In commercio si possono trovare diverse tipologie di phon (curiosità: il termine phon dal vento caldo Fohn) che si differenziano per tipo di tecnologia utilizzata: gli ioni, la ceramica e la tormalina.

In questo articolo, però, parleremo prevalentemente dell’innovativo asciugacapelli Supersonic della ditta Dyson in grado di garantire dei risultati nettamente superiori rispetto ai phon tradizionali. Prima, però, diamo un’occhiata alle varie tipologie di capello e alle cure più adatte per ciascun tipo.

Tutti i capelli possono essere valorizzati: basta trattarli nella maniera giusta

In generale la distinzione principale tra tipologie di capello è tra quelli secchi e quelli grassi. Abbiamo poi capelli lisci, ricci, capelli che tendono a cadere e altri che sono più soggetti a forfora e per ognuno di questi esistono moltissimi prodotti di cura e di bellezza che ci permettono di migliorare lo stato di salute della nostra chioma.

Per quanto riguarda i capelli grassi, il problema principale è causato da un’eccessiva secrezione di sebo da parte del cuoio capelluto che potrebbe portare anche ad una massiccia perdita di capelli. I capelli grassi si presentano unti, opachi e pesanti e sembrano sempre sporchi anche dopo poche ore dal lavaggio: in questo caso, la soluzione è utilizzare prodotti che siano in grado di riequilibrare la secrezione di sebo e di normalizzarla un po’ alla volta.

I capelli secchi, invece, appaiono trascurati, ruvidi e sfibrati; le cause di questo problema possono essere molteplici: una scarsa produzione di sebo, una condizione genetica o una situazione temporanea dovuta allo stress e agli agenti atmosferici (sole, vento, aria secca ecc.). In questo caso, è consigliato applicare impacchi di crema e balsamo nutrienti che poco a poco torneranno a dare vigore ai capelli.

Il Dyson Supersonic: vediamo come funziona e come ha rivoluzionato il mondo degli asciugacapelli

Come abbiamo detto all’inizio, la ditta inglese Dyson ha lanciato sul mercato un modello innovativo di asciugacapelli: il Dyson Supersonic. Il phon capelli classico è costituito da un motore elettrico collegato ad una ventola e ad una resistenza elettrica; il Dyson Supersonic, invece, contiene una turbina nel manico in grado di generare un potentissimo e flusso d’aria (e quindi di asciugare i capelli in pochissimo tempo) che però non raggiunge temperature eccessive e non rovina il capello.

Ma il vero elemento innovativo di questo asciugacapelli è il termistore incapsulato che registra la temperatura dell’aria con una frequenza pari a 20-25 volte al secondo: una volta rilevata la temperatura la comunica ad un microprocessore in grado di regolarla e di ridurre l’elettricità statica in modo da non seccare i capelli. Infine, l’asciugacapelli Dyson è dotato anche di un supporto antivibrazioni incorporato nel manico per ridurre al minimo qualsiasi tipo di discomfort.

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Festival più pazzi del mondo: gare di motozappe!

La motozappa è un attrezzo agricolo utile per arare la terra e smuovere la dura crosta superficiale del terreno in previsione della semina. Per capirci, questo strumento a motore può essere considerato come una versione moderna della classica zappa ma un po’ più arretrata rispetto al motocoltivatore.

La normale zappa, o vanga, richiede moltissimo tempo e fatica per portare a termine il lavoro mentre il motocoltivatore, dotato di ruote, è perfetto per arare campi di grandi dimensioni. Ma, a meno che non siate degli agricoltori o particolarmente appassionati di giardinaggio e colture varie, probabilmente trovereste un articolo incentrato sulla struttura tecnica e i mille usi della motozappa piuttosto noioso e insignificante, non è così?

Per vostra fortuna esiste un altro modo di parlare di motozappe, uno che non abbia a vedere con impugnature ergonomiche, velocità di aratura o norme di sicurezza: sto parlando delle gare di motozappe.

La origini di un’idea folle

Dove potrebbe essere inventata una gara di motozappe se non negli Stati Uniti? Nel 1990, nella sperduta cittadina di Emerson in Arkansas Glean Eades stava cercando una maniera per dare una scossa alla noiosa quotidianità del paese. Secondo alcune fonti, Glean avrebbe affermato che Emerson era talmente spenta e priva di vita che non si vedeva mai l’ombra di un poliziotto in circolazione, tanto i rischi che accadesse qualche crimine o qualcosa di insolito erano minimi.

Parlando con il sindaco Joe Mullins, Glean avanzò la proposta di organizzare un festival dedicato ad un prodotto fondamentale alla cui coltivazione si dedicava praticamente tutta Emerson: il purple hull pea (il fagiolo dal baccello viola). Il sindaco accolse la proposta ma non si aspettava certo che la fantasia di Glean arrivasse fino a questo punto: durante una delle iniziali riunioni organizzative Glean propose di introdurre la cosiddetta “Rotary Tiller Race” ovvero una gara di motozappe.

Il sindaco e i presenti rimasero scioccati, ma Glean non si fece abbattere e porto’ avanti le sue idee, ed è cosi che oggi Emerson, Arkansas, ospita una delle gare più insolite e bizzarre del mondo.

Il Purple Hull Pea Festival

Prima di immaginarvi un festival in grande stile, forse dovreste sapere che durante l’ultimo censimento del 2010 gli abitanti di Emerson ammontavano a 368 (no, non 368mila, proprio 368 persone suddivise in 138 abitazioni e 97 famiglie).

Ora potete capire perché Glean cercasse di ravvivare un po’ la situazione. Ciò, pero, non significa che non ci mettano passione ed energia per organizzare l’evento. Nonostante il comitato organizzatore sia composto esclusivamente da volontari e il budget destinato a pubblicizzare l’evento raggiunga a malapena i 1000$, il festival e la competizione di motozappe hanno una risonanza internazionale.

Infatti, nel 2002 il Purple Hull Pea Festival e la World Championship Rotary Tiller Race hanno vinto il premio “Festival of the Year” al meeting annuale dell’Arkansas Festival Association.

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Frigorifero giusto può dare anima alla vostra cucina

Una cucina senza frigorifero non si è mai vista. Possono esistere case senza lavastoviglie, senza frullatore o perfino senza forno, ma il frigorifero è uno dei primi elementi a cui si pensa per l’allestimento della cucina.

Ultimamente in commercio si possono trovare moltissimi modelli e design all’avanguardia per poter abbinare questo elettrodomestico a qualsiasi tipo di arredamento scegliate per la vostra cucina: iper-moderno, vintage, retro, colorato o dai toni neutri, grande o piccolo, con funzioni extra o meno. Insomma ne esistono per tutte le tasche e per tutti i gusti.

I consumi non sono più un problema

Se state pensando di cambiare il vostro frigorifero con un modello nuovo, la prima caratteristica che dovreste considerare è senza dubbio la grandezza. La capienza di questo elettrodomestico si misura in litri e, in linea generale, un frigorifero di 150-200 litri è indicato per chi vive da solo o con il proprio compagno, mentre se avete una famiglia numerosa dovrete optare per un modello di almeno 250-300 litri.

Alcuni apparecchi, poi, hanno anche il congelatore incorporato (le cui dimensioni vanno valutate a parte e non sono comprese nelle misure di cui abbiamo appena parlato).

Un’altra caratteristica importante da considerare al momento dell’acquisto sono i consumi. I materiali con cui è costruito il frigorifero incidono molto sui consumi: se l’elettrodomestico è ben isolato e si chiude ermeticamente ci saranno meno perdite e il freddo generato resterà all’intero.

Ma l’elemento che più incide sui consumi è proprio la classe energetica. I migliori frigoriferi americani di ultima generazione sono generalmente di classe A+++ (la migliore) e potrebbero magari sembrare molto costosi ma il prezzo viene ammortizzato in breve tempo grazie al risparmio energetico.

Extra e accessori, personalizzatelo come volete

Se non avete esigenze particolari ed un budget limitato allora è bene rimanere su modelli base che non abbiano particolari funzioni aggiuntive o componenti extra. In alternativa, potete sbizzarrirvi tra numerose proposte e design che propongono soluzioni diverse.

Un primo elemento discriminatorio è la presenza di una o due porte, troviamo poi i dispenser per bibite e cubetti di ghiaccio che possono essere incorporati alla porta del frigorifero, luci interne ed esterne e design più o meno accattivanti. Un’altra funzione che incide notevolmente sulla qualità (e sul prezzo) di un frigorifero è la ventilazione interna che previene la formazione di muffe e di cattivi odori nonché l’accumulo di ghiaccio nelle pareti interne.

Insomma qualsiasi siano le vostre esigenze state pur certi che in commercio troverete la risposta a tutte le vostre richieste, e anche di più. E se tenete a mente questi pochi e semplici consigli sarete anche in grado di concludere l’acquisto scegliendo il modello che effettivamente rispecchia i vostri bisogni pur avendo un budget limitato senza farvi tentare da fronzoli inutili e design accattivanti che non fanno altro che far lievitare il prezzo.

stendibiancheria

Sapevate che esiste anche uno stendibiancheria elettrico?

Scegliere lo stendibiancheria adatto sembra semplice; in realtà ci sono un numero di fattori da tenere in considerazione per evitare di commettere errori grossolani. Dal classico filo stendibiancheria, ai modelli portatili che si possono appendere ovunque dotati di mollette incorporate dove appendere indumenti leggeri, ai classici stendibiancheria da giardino o da interno, fino ad arrivare ai più moderni ed evoluti stendibiancheria elettrici per riuscire ad asciugare i vestiti anche durante l’inverno.

Insomma i modelli sono tanti e vanno valutati attentamente e comparati anche con le asciugatrici elettriche. Per scegliere lo stendino adatto bisogna tenere in considerazione la quantità di vestiti lavati in media (e quindi il numero di componenti della famiglia), il luogo in cui si abita (zone fredde, calde, ventose, umide ecc.) e lo spazio a disposizione.

Il classico: impossibile sbagliare

Quando parliamo di stendibiancheria la prima immagine che ci salta in mente è il classico modello apribile e richiudibile, generalmente in plastica che può essere comodamente trasportato da ambienti aperti a zone chiuse in caso di maltempo. In generale, con questo tipo di stendibiancheria è difficile sbagliare.

Chiaramente, esistono delle leggere differenze tra modello e modello: un elemento da tenere in considerazione è la distanza tra le aste. Più le aste sono distanti tra di loro, più veloce sarà il processo di asciugatura poiché il sole e il vento riusciranno a toccare tutti i lati degli indumenti.

Un altro elemento discriminatorio è il materiale con cui sono costruiti: il più classico e pratico è la plastica come abbiamo visto. In alternativa potete optare per modelli in legno (poco usati), in acciaio inox o in alluminio che sicuramente garantiscono una resistenza maggiore ma sono un po’ più scomodi da spostare e ripiegare. E’ consigliato acquistare anche un cestello di mollette da accompagnare allo stendibiancheria.

La versione elettrica per gli inverni più rigidi

In Italia lo stendibiancheria elettrico non è particolarmente diffuso. Generalmente noi preferiamo optare per modelli di giardino o per asciugatrici, ma nei paesi nordici dove fa freddo tutto l’anno lo stendino elettrico è un must.

Questi apparecchi sono in grado di generare una superficie calda piuttosto ampia grazie alle sei barre in alluminio e garantiscono un’asciugatura completa in poco tempo. Generalmente funzionano collegati alla corrente elettrica ma hanno dei consumi piuttosto bassi, sicuramente inferiori a quelli di un’asciugatrice. Molti modelli, poi sono dotati di un termostato interno e hanno delle dimensioni sufficientemente ridotte per poter essere tranquillamente utilizzati in ambienti chiusi.

Lo stendibiancheria elettrico è la soluzione ideale per i mesi invernali quando potreste trovarvi costretti a lasciare i vestiti stesi ad asciugare per giorni e ad avere costantemente l’ingombro dello stendino in casa. Chiaramente la variante elettrica costa più di quella classica ma parliamo comunque di prezzi contenuti che vengono ammortizzati in pochissimo tempo.

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Mille usi del cloruro di magnesio: ecco perché dovreste assolutamente integrarlo

Il magnesio è un elemento molto importante per l’organismo umano e per l’ambiente, per questo motivo, è importante reintegrarlo quando ne siamo carenti per assicurare un perfetto equilibrio del nostro corpo. Il cloruro di magnesio serve da integratore e può essere acquistato in farmacia o erboristeria sotto forma di cristalli da disciogliere in acqua. Questo elemento ha moltissime proprietà benefiche e quasi nessuna controindicazione.

Può essere utilizzato per problemi di salute, all’interno di prodotti di bellezza, per gli animali e per l’ambiente. L’unica circostanza in cui è assolutamente sconsigliato assumerlo è se soffrite di insufficienza renale: in questo caso potrebbe creare seri problemi e condurre perfino alla morte per un tasso eccessivo di magnesio nel sangue.

Per il resto, può essere integrato senza nessun problema: l’unica leggera controindicazione è che, se assunto in dosi massicce, potrebbe causare fastidi intestinali e diarrea. Scopriamo insieme i mille usi di questo elemento!

Infiniti benefici per la salute umana

Come abbiamo detto, il cloruro di magnesio ha moltissime proprietà benefiche e può essere usato come integratore alimentare in dosi che variano a seconda di peso, altezza, età e sesso.

Pierre Delbet, lo scienziato francese che scoprì le molteplici proprietà di questo elemento, utilizzava il magnesio disciolto in acqua per combattere infezioni delle vie respiratorie, mal di gola e raffreddori. Oggigiorno, questo integratore viene utilizzato per moltissimi altre patologie. Ad esempio, viene impiegato per ridurre il rischio di crampi e accelerare il recupero fisico degli sportivi; inoltre, regola la pressione sanguigna, riduce il rischio di infarto, osteoporosi e coaguli del sangue.

Supporta le difese immunitarie e il sistema nervoso, può fungere da antidepressivo e come rimedio contro la stitichezza, rafforza denti e ossa e cura le malattie infettive dell’infanzia oltre che i morsi di vipera e il fuoco di Sant’Antonio.

Altri usi: fa bene anche a piante e animali!

Gli effetti benefici magnesio cloruro funzionano anche con piante e animali. I veterinari consigliano l’aggiunta di piccole dosi di questo elemento nel cibo di cani, gatti e altri animali domestici; inoltre, viene usato per liberarsi di malattie come la rabbia. Per quanto riguarda il mondo vegetale, molti esperti suggeriscono di diluirlo nell’acqua utilizzata per annaffiare fiori e piante.

Infine, il cloruro di magnesio viene anche incorporato il numerosi prodotti cosmetici: funziona da addensante ed è impiegato in prodotti che trattano le unghie fragili, i capelli grassi e le macchie della pelle. E’ ottimo anche per combattere l’acne e la pelle secca: può essere utilizzato per la preparazione di scrub e creme lenitive da applicare dopo la ceretta o la rasatura della barba.

Insomma, per qualsiasi disturbo a cui possiate pensare probabilmente il cloruro di magnesio potrebbe essere la soluzione ideale: generalmente si acquista in cristalli ma si può anche trovare già ridotto in polvere pronta per essere diluita in acqua o essere aggiunta agli impasti dei vostri dolci fatti in casa.